Comicon Bergamo 2026: un ponte tra videogiochi, fumetto e cultura pop globale

di Riccardo Pallotta
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Dal 26 al 28 giugno la Fiera di Bergamo ospita la quarta edizione del festival Comicon, tra i 40 anni di Dragon Quest, ospiti internazionali e nuove collaborazioni europee.

 

Il Comicon Bergamo torna dal 26 al 28 giugno alla Fiera di Bergamo con un programma che conferma la crescita del festival nella cultura pop italiana. Quella che fino a pochi anni fa poteva apparire come una declinazione territoriale del format Comicon sta progressivamente assumendo una propria identità, costruita attorno a un dialogo sempre più stretto tra fumetto, videogiochi, animazione e community. L’edizione 2026 arriva dopo i circa 38mila visitatori registrati lo scorso anno (secondo i dati degli organizzatori) e punta a trasformare la città di Bergamo in un punto di incontro tra industrie creative, autori internazionali e pubblici differenti, dimostrando come la cultura pop sia ormai un ecosistema capace di unire generazioni e linguaggi diversi.

Il gaming al centro del racconto

Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 spicca la presenza di alcune delle figure che hanno contribuito a scrivere la storia del videogioco giapponese. L’ospite simbolo sarà Yuji Horii, creatore della saga Dragon Quest, che proprio quest’anno celebra il quarantesimo anniversario del primo capitolo. La scelta di dedicare ampio spazio a Dragon Quest non rappresenta soltanto un omaggio a una delle serie più influenti della storia dei videogiochi, ma anche riconoscere il ruolo che il titolo ha avuto nel definire il genere dei giochi di ruolo giapponesi, influenzando generazioni di sviluppatori e contribuendo alla diffusione globale della cultura videoludica.

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Yuji Horii @ COMICON Napoli

Accanto a Horii arriverà anche Yasumi Matsuno, autore e game designer legato a produzioni che hanno lasciato un segno profondo nell’evoluzione dei giochi di ruolo strategici, in particolare all’interno dell’universo Final Fantasy. La presenza di due figure di questo calibro evidenzia come Comicon Bergamo stia investendo sempre più sul gaming non come settore accessorio, ma come elemento centrale della propria proposta culturale.

Un festival che parla più lingue

Se il Giappone rappresenta uno dei grandi protagonisti dell’edizione 2026, altrettanto interessante appare la nuova apertura verso l’Europa orientale. Il gemellaggio con il Międzynarodowy Festiwal Komiksu i Gier di Łódź, ovvero uno dei più importanti festival dedicati a fumetti e videogiochi dell’Est Europa, introduce una dimensione internazionale all’evento. La collaborazione porterà inoltre a Bergamo mostre, autori e professionisti provenienti dalla Polonia, offrendo l’occasione per scoprire una scena creativa spesso poco conosciuta dal pubblico italiano ma che negli ultimi anni ha prodotto alcuni dei fenomeni più importanti dell’industria videoludica mondiale.

Basti pensare al successo globale di franchise come The Witcher o Cyberpunk 2077 per comprendere quanto il contributo polacco sia oggi rilevante all’interno del settore. In questo senso Comicon Bergamo si propone come una piattaforma di connessione culturale, capace di mettere in dialogo realtà geograficamente lontane ma unite da linguaggi condivisi.

Dal fumetto all’animazione, senza confini

Il videogioco non sarà l’unico protagonista, infatti il programma ospiterà anche alcuni nomi di primo piano del fumetto e dell’animazione internazionale. Dal mondo dei comics arriveranno Salvador Larroca, vincitore del Premio Eisner (tra i più prestigiosi riconoscimenti per i fumetti, paragonati agli Oscar cinematografici) e autore di celebri storie dedicate a Iron Man, e Lee Bermejo, artista che ha contribuito a ridefinire l’immaginario contemporaneo di Batman. Dal Giappone sono attesi anche Yasuhiro Nightow, creatore di Trigun, e Takahiro Yoshimatsu, animatore che nel corso della sua carriera ha lavorato a produzioni iconiche come Dragon Ball e Hunter x Hunter.

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Leo Ortolani – Photo: Luca Nizzoli

A fare da filo conduttore all’intera manifestazione sarà Leo Ortolani, Magister di Comicon 2026. Figura unica nel panorama italiano, Ortolani rappresenta bene la capacità della cultura pop contemporanea di muoversi tra satira, divulgazione scientifica e racconto sociale, superando le tradizionali barriere tra intrattenimento e riflessione culturale.

Community ed esperienza condivisa della cultura pop contemporanea

Come accade ormai in tutti i grandi festival dedicati alla cultura pop, anche a Bergamo il valore dell’esperienza collettiva resta centrale. Non è infatti un caso che accanto agli incontri con autori e professionisti trovino spazio eventi come Mai Dire Goku, il party che negli anni è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di sigle animate e cultura nerd italiana, oltre a raccontare una trasformazione più ampia.

Le manifestazioni dedicate a fumetti e videogiochi non sono più soltanto luoghi di consumo culturale, ma spazi in cui le community costruiscono relazioni, condividono passioni e sviluppano nuove forme di partecipazione. Guardando al programma nel suo complesso emerge una tendenza ormai evidente. Comicon Bergamo prova a raccontare come videogiochi, fumetti, animazione e contenuti digitali siano diventati parti di un unico ecosistema culturale globale. La presenza contemporanea di figure come Yuji Horii, Yasumi Matsuno, Leo Ortolani e dei grandi autori internazionali del fumetto restituisce l’immagine di una manifestazione che guarda al passato per comprendere il presente e immaginare il futuro. Un approccio che rende Comicon Bergamo un interessante e interessato osservatorio sulle direzioni che stanno prendendo il gaming, la cultura pop e le industrie creative contemporanee.

Riccardo Pallotta

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