Il torneo che riunisce le migliori squadre delle leghe regionali europee di League of Legends entra nel vivo con due team italiani protagonisti.
Nel panorama competitivo di League of Legends, quando si parla di tornei internazionali al di fuori della massima lega europea, il riferimento è uno solo: EMEA Masters. Negli ultimi giorni, tra community e social, è circolato il nome “MEGA Masters”, ma nelle comunicazioni ufficiali di Riot Games per la stagione 2026 non esiste alcun torneo con questa denominazione. L’evento di riferimento resta l’EMEA Masters, la competizione paneuropea che riunisce i migliori team delle leghe regionali: le cosiddette “ERL” (European Regional Leagues) tra cui anche quella italiana.
Calendario confermato
Per il 2026 Riot ha confermato un calendario articolato in tre appuntamenti principali, distribuiti lungo la stagione competitiva. Il primo è EMEA Masters Winter che si svolge dal 9 al 15 marzo 2026. Seguiranno EMEA Masters Spring, dall’8 al 25 giugno, e EMEA Masters Summer, dal 21 settembre al 19 ottobre. Tre tornei che scandiscono l’anno competitivo delle leghe regionali europee e rappresentano il punto di incontro tra le scene nazionali e il livello internazionale immediatamente sotto la LEC. Per capire l’importanza dell’EMEA Masters basta osservare il ruolo che ricopre nella struttura competitiva di League of Legends. La piramide europea è organizzata su tre livelli: LEC, la massima lega del continente; EMEA Masters, il torneo che riunisce i migliori team delle ERL; e infine le leghe nazionali, che costituiscono la base del sistema competitivo.

Immagine generata con Gemini
In questo contesto, l’EMEA Masters rappresenta di fatto il principale palcoscenico internazionale per le organizzazioni che competono nelle leghe regionali, una vetrina in cui i team possono misurarsi con avversari provenienti da tutta Europa e attirare l’attenzione di organizzazioni e scouting internazionali. Il torneo riunisce infatti squadre provenienti da 13 leghe regionali, ognuna delle quali assegna i propri slot attraverso gli split stagionali (periodi di campionato che ogni regione gioca a livello domestico). Il formato segue una struttura ormai consolidata: una fase a gironi iniziale, generalmente organizzata in gruppi da quattro con sistema GSL (Global StartCraft League, un tipo di fase a gironi a doppia eliminazione con 4 squadre) e partite al meglio di tre partite vinte, seguita da una fase a eliminazione diretta con serie Best of 5. In palio non c’è soltanto il titolo continentale delle ERL, ma anche un montepremi dedicato, che nelle edizioni recenti ha raggiunto i 60mila euro, oltre ovviamente alla visibilità competitiva che spesso rappresenta un trampolino verso livelli superiori.
Le protagoniste italiane del torneo
In questo scenario entra di diritto e direttamente anche la scena italiana. Due squadre del panorama nazionale, Colossal Gaming e HMBLE, sono infatti tra i team qualificati in questa edizione degli EMEA Masters. Le loro prime partite sono in programma proprio in questi giorni, trasformando la competizione nel principale appuntamento internazionale del mese per l’esport italiano legato a League of Legends.
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La presenza di Colossal e HMBLE rappresenta il risultato più visibile del percorso competitivo che parte dalle leghe nazionali e culmina nel confronto europeo. Per i team italiani si tratta di un banco di prova importante: offrendo un livello competitivo più alto e una vetrina internazionale che spesso diventa trampolino per giocatori e staff tecnici. In un calendario esports che, per quanto riguarda l’Italia, in questo periodo non offre altri eventi di pari rilievo internazionale, la partecipazione di Colossal Gaming e HMBLE assume quindi un peso particolare. Non solo perché porta due squadre italiane sulla scena europea, ma anche perché conferma il ruolo delle ERL come passaggio chiave tra le leghe nazionali e il vertice competitivo rappresentato dalla LEC.
Photo cover: creata con ChatGPT
