Esports e Giochi Asiatici 2026: la svolta istituzionale

di Giorgio Pirani
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Dall’attesa per Aichi-Nagoya all’impasse olimpica del CIO: il gaming competitivo cerca il suo posto definitivo nello sport mondiale.

Da fenomeno di nicchia a disciplina riconosciuta: il percorso degli esports verso la legittimazione istituzionale è un processo complesso. L’edizione 2026 dei Giochi Asiatici, in programma ad Aichi e Nagoya in Giappone, rappresenta oggi il caso più concreto di questa evoluzione, frutto di una storia iniziata quasi vent’anni fa.

Aichi-Nagoya 2026: la svolta dei 13 titoli

I Giochi Asiatici 2026, che si terranno in Giappone dal 19 settembre al 4 ottobre, segnano un’espansione senza precedenti. Il Consiglio Olimpico d’Asia (OCA) ha approvato un programma con ben tredici titoli validi per il medagliere ufficiale, superando i sette di Hangzhou 2022.

La competizione, ospitata all’Aichi Sky Expo, vedrà sfidarsi gli atleti in un mix eterogeneo: dai picchiaduro come Street Fighter, Tekken e King of Fighters, ai colossi MOBA League of Legends, Pokémon UNITE, Honor of Kings e Mobile Legends: Bang Bang. Completano il quadro i battle royale PUBG Mobile e Naraka: Bladepoint, i simulatori eFootball e Gran Turismo 7, oltre a Identity V e Puyo Puyo Champions.

 

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Un’evoluzione partita nel 2007

Il riconoscimento odierno affonda le radici nel 2007, con la prima apparizione dimostrativa agli Asian Indoor Games di Macao. Dopo il passaggio a Giacarta 2018, la vera svolta è arrivata con Hangzhou 2022, dove gli esports hanno debuttato ufficialmente con assegnazione di medaglie. Quell’edizione ha sancito il primato della Cina (quattro ori), seguita dalla Corea del Sud, trionfatrice nel torneo di League of Legends.

 

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Il CIO e il nodo dei Giochi Olimpici

Mentre l’Asia accelera, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) affronta una fase di stallo. Nonostante le aperture del 2017 e il successo delle Olympic Esports Series, il progetto dei primi Olympic Esports Games ha subito una brusca frenata.

Inizialmente previsti per il 2025 in Arabia Saudita, i Giochi sono stati prima rinviati e, nell’ottobre 2025, definitivamente cancellati a causa di divergenze sul modello organizzativo e sulla sostenibilità. Nonostante la rottura con i partner sauditi, il CIO ha confermato di voler sviluppare un nuovo format indipendente il prima possibile.

L’Italia e il ruolo della FIES

In questo scenario, l’Italia segna un passo storico. Dall’estate 2024, il CONI ha ufficialmente riconosciuto la Federazione Italiana E-Sports (FIES) come Associazione Benemerita. Il provvedimento, effettivo dal 1° gennaio 2025, conferisce alla FIES una legittimazione formale cruciale per il futuro inquadramento federale e per la gestione degli atleti azzurri nei prossimi impegni internazionali, a partire proprio dai Giochi Asiatici e dai SEA Games.

 

Giorgio Pirani

Photo cover: Pixabay / Vilkasss 

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