Esports e Coni al WMF: il settore pronto al salto di qualità

di Giorgio Pirani
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Dall’apertura del Coni ai progetti della Lega Nazionale Dilettanti, passando per la partnership tra QLASH e Fitp e la crescita internazionale di Exeed: il punto sul futuro degli esports in Italia.

 

Il mondo degli esports in Italia sta attraversando una fase di trasformazione profonda. Se fino a pochi anni fa il dibattito ruotava principalmente attorno al riconoscimento della disciplina, oggi il confronto si è spostato su temi decisamente più maturi: regolamentazione, rapporti con il sistema sportivo tradizionale, sostenibilità economica e sviluppo internazionale.

Sono stati questi gli argomenti al centro della tavola rotonda “Esports e sport” moderata dalla giornalista Giulia Di Camillo dedicata agli esports durante il We Make Future 2026, andata in scena il 24 giugno a Bologna. Un confronto che ha riunito rappresentanti del Coni, del mondo accademico, delle federazioni sportive e di alcune delle aziende italiane più importanti del settore, offrendo una fotografia dello stato attuale dell’industria.

Coni: «Gli esports possono diventare un ponte verso lo sport»

Del rapporto tra Coni ed esports ne ha parlato Vittorio Andrea Vaccaro, consigliere nazionale Coni e vicepresidente del Comitato Regionale Emilia-Romagna. Negli ultimi anni il rapporto tra Coni ed esports è stato spesso oggetto di discussione, ma dalle parole di Vaccaro emerge una posizione più aperta rispetto al passato.

«Osserviamo con attenzione il fenomeno degli esports. C’è però una differenza importante: lo sport tradizionale si sviluppa all’interno di un sistema prevalentemente non profit, mentre il mondo del gaming è caratterizzato dalla presenza di imprese che operano con finalità economiche. Ma se il mondo degli esports rappresenta un bacino di futuri sportivi, è giusto costruire un dialogo e trovare modalità per coinvolgerli».

Sul piano operativo, Vaccaro afferma che si sta andando avanti «per tentativi», come la creazione di tavoli di confronto e la possibilità di creare una federazione o comunque una struttura dedicata. «Oggi il punto centrale è individuare quale sia l’organizzazione più adatta, all’interno del sistema sportivo, per dialogare con il mondo degli esports. Sport ed esports non sono la stessa cosa, ma esistono certamente punti di contatto. Il vero obiettivo è capire quale sia lo strumento migliore per valorizzare queste convergenze e creare un percorso utile per tutta la comunità sportiva».

PANEL Esport e Sport

Panel Esports e Sport

Il progetto della LND e gli esports come inclusione sociale

Durante l’evento si è parlato anche del progetto “Vinciamo Insieme”, che porta postazioni esport negli ospedali e nelle comunità di recupero. A raccontarlo è stato Luca De Simoni, responsabile dell’Area Responsabilità Sociale della Lega Nazionale Dilettanti: «Ci sono persone che non possono giocare a calcio sul campo, ma possono vivere quell’esperienza attraverso gli esports. – spiega De Simoni – Ogni volta che vediamo i ragazzi partecipare ci ricordiamo il vero significato del calcio: regalare momenti di normalità, di felicità e di condivisione anche a chi sta affrontando situazioni difficili».

Accordo QLASH e Fitp, di cosa si tratta

Sul fronte business è intervenuto Luca Pagano, Ceo di QLASH, organizzazione esport tra le più longeve e famose in Italia, che ha parlato della partnership stretta nel 2024 con la Fitp – Federazione Italiana Tennis e Padel.

Come spiegato da Pagano, la Federazione Italiana Tennis e Padel ha integrato la tecnologia sviluppata dall’azienda italiana all’interno dell’app MyFITP, permettendo ai tesserati di partecipare ai tornei esports direttamente dalla piattaforma federale. «Per partecipare ai tornei esports della Federazione è necessario essere tesserati. Questo crea un primo punto di contatto con il mondo del tennis tradizionale», spiega Pagano.

Pagano ha raccontato anche l’esperienza degli Internazionali d’Italia di Roma, dove atleti reali e player competitivi hanno condiviso lo stesso spazio. «Allo stand si respirava un’atmosfera particolare: campioni del tennis tradizionale e giocatori del mondo esports condividevano lo stesso spazio, creando un ponte tra due mondi che spesso vengono considerati separati».

Pagano e Balestracci

Pagano e Ballestrazzi

Ballestrazzi (Exeed): «Gli esports hanno una propria dignità»

A chiudere il confronto è stato Ivan Ballestrazzi, Ceo di Exeed, uno dei club esports italiani più seguiti e vincenti sia a livello italiano che internazionale. Exeed è ora impegnata nella preparazione della Esports World Cup e in diversi progetti internazionali. «Prima della pandemia il termine esport comprendeva qualsiasi cosa. Oggi è molto più definito e può essere suddiviso in tre grandi aree: virtual sports, mobile gaming ed esports competitivi su PC. Noi abbiamo deciso di concentrarci sui primi». Una decisione strategica che ha permesso all’azienda di crescere insieme ai club professionistici. Exeed collabora con società come Boca Juniors, AS Roma, Villarreal e numerosi club italiani, oltre all’organizzazione della eSerie A.

Ballestrazzi si è soffermato anche sul rapporto con lo sport tradizionale. «Molti continuano a considerare gli esports soltanto come uno strumento di supporto allo sport tradizionale. In realtà gli esports hanno ormai una propria identità e una propria dignità». Secondo Ballestrazzi, la crescita delle audience e degli investimenti internazionali dimostra che «non è più lo sport a “concedere spazio” agli esports. Sempre più spesso si tratta di una collaborazione tra due industrie differenti che possono generare valore reciproco».

 

Giorgio Pirani

Tutte le foto sono di Giorgio Pirani

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