Strategie, regioni e rune: il potenziale di Legends of Runeterra

di Riccardo Pallotta
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Un viaggio nell’universo di Runeterra tra geografia fantastica, magie primordiali, religioni ancestrali e conflitti epici che plasmano un mondo in continua evoluzione.

 

“Legends of Runeterra”, spesso abbreviato in “LoR”, è un gioco di carte collezionabili digitale sviluppato e pubblicato nel 2020 da Riot Games, la stessa azienda che produce il celebre gioco “League of Legends”. Ispirandosi a classici del genere come “Magic: The Gathering”, LoR punta a rendere questo tipo di gioco più accessibile, abbassando le barriere d’ingresso per nuovi giocatori e giocatrici senza sacrificare la profondità strategica. 

Disponibile gratuitamente su PC Windows, iOS e Android, Legends of Runeterra monetizza attraverso la vendita di elementi cosmetici, come carte e guardiani, evitando così il modello “pay-to-win” tanto criticato in altri titoli. Fin dalla sua uscita, il gioco ha ricevuto ampi consensi per la qualità visiva, la facilità di apprendimento e un sistema di progressione generoso, che consente di ottenere carte senza costringere all’acquisto.

Meccaniche di gioco e ritmo dinamico

Il cuore di Legends of Runeterra è il duello uno contro uno, in cui l’obiettivo è ridurre a zero i 20 punti salute dell’avversario. Ogni player inizia la partita con quattro carte in mano, che può parzialmente rimescolare, e a ogni round ne pesca una nuova. Il sistema di mana (cioè l’energia che alimenta le magie e le abilità dei player) è graduale: si parte da zero e si guadagna un cristallo per turno fino a un massimo di dieci. Una particolarità interessante è la possibilità di accumulare fino a tre unità di mana non utilizzata, trasformandolo in mana magico da usare per incantesimi nei turni successivi. 

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Photo: immagine scattata dall’autore durante delle sessioni di gioco da smartphone

Un elemento distintivo del gioco è il ritmo del combattimento: ogni round uno dei due giocatori riceve il “segnalino attacco”, che determina chi può lanciare l’offensiva e chi deve difendere, una sorta di iniziativa. Questo meccanismo rende il gameplay più dinamico rispetto ad altri giochi di carte, favorendo un’interazione costante tra i due partecipanti. Alcune carte offrono anche la possibilità di sovvertire il turno, attaccando fuori sequenza, aggiungendo ulteriore complessità tattica.

L’universo di Runeterra e i suoi protagonisti

Le carte del gioco sono ambientate nel mondo immaginario di Runeterra, lo stesso universo narrativo che fa da sfondo a League of Legends e che Riot Games ha arricchito negli anni attraverso racconti, fumetti e, più recentemente, la serie animata Arcane. In Legends of Runeterra, questo mondo prende forma attraverso dieci “regioni”, ciascuna con una propria identità meccanica e visiva, rappresentata da mazzi tematici e stili di gioco differenti. 

Molti dei campioni iconici di League of Legends fanno il loro ritorno anche in LoR, reinterpretati in versione carta, con abilità speciali e condizioni di potenziamento che ne richiamano le caratteristiche originarie. Questo legame rafforza il senso di appartenenza all’universo Riot e consente a vecchi fan di riscoprire i propri eroi in una veste completamente nuova.

Tra Rune, magie e conflitti: la genesi di Runeterra

“Runeterra” che significa terra magica è un mondo dove magia e storia si intrecciano indissolubilmente, un pianeta sferoide oblato (simile alla Terra) che ospita sia un regno fisico sia un dominio spirituale, collegati da un’energia arcana chiamata Rune del Mondo. Questi artefatti magici, potenti al punto da aver rimodellato terre e nazioni, scatenarono le Guerre delle Rune, conflitti distruttivi che portarono alla morte di intere civiltà. 

Ryze, il mago errante, dedicò la sua vita a chiudere e rimuovere tali manufatti, temendo che il loro potere avrebbe portato all’estinzione del mondo stesso. La magia del pianeta è diventata da allora simbolo di equilibrio precario tra creazione e distruzione, con poteri che spaziano da quelli elementali a forme combinate come la tecnomaturgia, una forma ibrida di magia e tecnica, praticata nelle città di Piltover e Zaun.

Nazioni, culti e diversità: un universo in espansione

Runeterra è suddivisa in oltre undici regioni principali, ognuna con un’identità culturale e spirituale ben definita. Demacia incarna i valori di onore e giustizia, respingendo la magia con fermezza, mentre Noxus si fonda sulla forza e sull’espansione imperiale. Le terre gelide del Freljord ospitano tribù che venerano semidei come Volibear e Ornn. Ionia è un arcipelago meditativo, distrutto e ricostruito dopo l’invasione Noxiana. Shurima rappresenta l’antico splendore degli Ascesi. Il Monte Targon è un luogo sacro dove celesti e mortali si intrecciano, mentre le Shadow Isles sono un regno maledetto dalla Miasma Oscura che consuma la vita. 

Piltover e Zaun formano una coppia contrapposta: una città di progresso e innovazione, l’altra sinonimo di caos industriale. Bilgewater, invece, è un porto brutale e anarchico abituato all’illegalità. Infine, Ixtal rimane una terra segreta, dimora di arcani potenti maghi isolazionisti. In ciascuna di queste regioni esistono religioni che riflettono le forze naturali o la lotta per il potere; si venerano figure come Janna o la Madre Serpente, si celebra la Grande Tessitrice del destino o si segue il culto oscuro del Vuoto, con i Kindred che rappresentano morte e rinascita in un ciclo sacro.

Un gioco premiato dalla critica

Legends of Runeterra è stato fin da subito accolto positivamente da pubblico e critica. L’equilibrio tra profondità strategica e accessibilità, l’assenza di un sistema a pagamento per ottenere vantaggi competitivi, la varietà delle modalità di gioco e una grafica curata nei minimi dettagli hanno contribuito al successo del titolo. Nel corso degli anni, il gioco ha ricevuto diversi premi di settore, affermandosi come uno dei migliori esempi di gioco di carte digitali contemporanei.

 

Riccardo Pallotta

Photo cover: immagine realizzata con Microsoft Designer

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