Il crossover vincente: quando la moda incontra gli esports

di Riccardo Pallotta
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I gamer diventano testimonial della moda, mentre i grandi marchi investono in collaborazioni con squadre e proplayer, mescolando streetwear e performance sportiva.Il risultato? Una sinergia unica che sta ridefinendo il concetto di merchandising e identità di brand.

 

L’industria degli esports ha visto una crescita esponenziale, con un giro d’affari quantificato in 385 miliardi di dollari nel 2023 e una crescita annua prevista intorno al 9,2% fino al 2027. Un successo che ha catturato l’attenzione dei grandi marchi di moda, portandoli a esplorare nuove opportunità di branding e collaborazione con team e giocatori professionisti. Nike, per esempio, ha investito 144 milioni di dollari per sponsorizzare la “League of Legends Pro Battle” in Cina, coinvolgendo il celebre proplayer Jian “Uzi” Zihao in una campagna con il celebre cestista statunitense LeBron James. Altri brand, come Champion e Kappa, hanno realizzato collezioni esclusive per squadre competitive come il FaZe Clan, portando il concetto di merchandising sportivo nel mondo degli esports. Persino il rapper Drake ha deciso di entrare nel settore, diventando co-proprietario di 100 Thieves, un team di esports che ha una sua linea di abbigliamento di successo.

Il caso NOVO Esports con Octopus Brand

Un esempio recente di questa tendenza è la collaborazione tra NOVO Esports e Octopus Brand, due realtà milanesi che hanno deciso di unire le forze per creare uno stile esclusivo per il mondo gaming. Emanuele Acerbis, CEO e Co-Founder di NOVO Esports, ha dichiarato: «Octopus Brand non è solo un partner tecnico, ma un compagno di viaggio. Insieme vogliamo ispirare la prossima generazione di fan e gamer con capi che raccontano storie di passione, dedizione e innovazione.» Il primo frutto di questa partnership è la jersey ufficiale firmata Octopus Brand: un capo che va oltre la semplice divisa sportiva, diventando un simbolo di identità e appartenenza per la community dei gamer.

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Photo: Freepik / coolvector

Nei videogiochi, infatti, la personalizzazione degli avatar è una componente fondamentale dell’esperienza di gioco: abiti, accessori e skin permettono ai giocatori di distinguersi e di comunicare la propria personalità. Questo desiderio di esprimersi attraverso dei personaggi virtuali si riflette anche nel mondo dei cosplayer, dove appassionati interpretano e danno vita ai loro eroi preferiti con costumi dettagliati, la maggior parte delle volte home made, trasformando il gioco in una forma d’arte reale. Il fenomeno è così diffuso che molte convention, come il Lucca Comics & Games o il Comic-Con di San Diego, sono diventate veri e propri palcoscenici dove la creatività e la passione per il cosplayer prendono vita attraverso abiti spettacolari e interpretazioni fedeli dei personaggi più iconici. L’industria della moda ha colto questa esigenza, sviluppando collaborazioni con i grandi publisher di videogiochi per offrire collezioni digitali e fisiche in grado di soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più attento allo stile.

La moda come espressione di identità nel mondo gaming ed esports

Anche brand di lusso come Balenciaga e Gucci hanno stretto collaborazioni con il mondo del gaming, lanciando collezioni esclusive all’interno di giochi come Fortnite e Roblox. Allo stesso tempo, il gaming merchandise è diventato sempre più popolare, con giochi che offrono abbigliamento e accessori a tema sia per i fan nel mondo virtuale che in quello reale. Inoltre, gli eventi e le sfilate virtuali stanno rivoluzionando il settore della moda, con marchi che organizzano esperienze digitali su piattaforme come Decentraland e The Sandbox, portando il concetto di passerella direttamente nel metaverso.

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Photo: Pixabay / ChristianaT

Anche i gamer professionisti stanno diventando vere e proprie icone di stile, influenzando le scelte di moda delle nuove generazioni. Brand come Octopus, Nike e Champion stanno ridefinendo il concetto di abbigliamento sportivo, creando capi che mescolano performance e streetwear in un’unica estetica accattivante. Il successo di queste iniziative dimostra che l’ibridazione tra esports e moda non è solo una questione di marketing, ma una nuova forma di espressione che ridefinisce i confini della cultura contemporanea. Con collaborazioni sempre più ambiziose e un mercato in continua espansione, il futuro della moda gaming sembra essere solo all’inizio.

 

Riccardo Pallotta

Photo cover: iStock / gorodenkoff

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