Negli ultimi anni, il mondo degli esports ha saputo evolversi ben oltre la competizione videoludica, trasformandosi in un fenomeno culturale capace di coinvolgere diversi settori dell’intrattenimento. Tra questi, la musica ha assunto un ruolo chiave, diventando parte integrante dell’esperienza di gioco e della narrazione.
La musica negli esports non è più un semplice accompagnamento, ma un elemento narrativo capace di dare vita ai personaggi e rafforzare l’identità di un titolo. Alcune aziende hanno saputo trasformare questa sinergia in una strategia vincente, creando gruppi musicali virtuali e collaborando con artisti di fama internazionale per coinvolgere ancora di più la propria community. Un esempio emblematico è quello legato a “League of Legends”, dove i personaggi del gioco sono diventati protagonisti di veri e propri progetti musicali, con band virtuali che spaziano tra generi diversi e brani inediti che hanno raggiunto milioni di ascolti. Non si tratta solo di colonne sonore dedicate al gameplay, ma di un universo musicale espanso che ha contribuito a rendere il brand un fenomeno culturale globale.
Pentakill, il lato metal di League of Legends
I primi furono i Pentakill. Nato nel 2014, questo gruppo virtuale ha riportato in auge le sonorità hard rock e heavy metal all’interno della community, con brani che hanno conquistato gli appassionati del genere, con oltre 460 milioni di ascoltatori mensili su Spotify e oltre 200 milioni di riproduzioni sulle diverse piattaforme di streaming digitale.
Inizialmente, i Pentakill erano composti da sei campioni: Kayle, Karthus, Mordekaiser, Olaf, Sona e Yorick, ma nel 2021 un altro personaggio di LoL, Viego è entrato nel gruppo. La loro musica è stata realizzata principalmente dal team musicale interno di Riot Games, ma ha visto la partecipazione del batterista dei Mötley Crüe Tommy Lee e di Danny Lohner, ex membro della band industrial rock Nine Inch Nails. Come Pentakill, il gruppo ha fatto uscire tre album: “Smite and Ignite” (2014), “Grasp of the Undying” (2017) e “Lost Chapter” (2021). I campioni diventano quindi ologrammi e cantano insieme agli artisti.
Nel 2015 Riot Games ha portato nel gioco DJ Sona, non un vero e proprio gruppo, ma un progetto musicale legato alla skin DJ Sona, una delle più iconiche di League of Legends. Questa skin permette ai players di scegliere tra tre diversi generi musicali, Progressive, Kinetic e Concussive, che influenzano sia la colonna sonora della partita sia l’estetica del personaggio.
K/DA, il pop e k-pop da 600 milioni su Youtube
Ma il più celebre dei gruppi virtuali è sicuramente quello delle K/DA, un gruppo pop formato da quattro personaggi di League of Legends – Ahri, Akali, Evelynn e Kai’Sa – interpretati vocalmente da Miyeon e Soyeon delle (G)I-DLE, insieme a Madison Beer e Jaira Burns. Il legame tra la band virtuale e il gioco è evidente già nel nome: K/DA richiama infatti un acronimo ampiamente utilizzato nei videogiochi competitivi, inclusi League of Legends, che indica Kills (uccisioni), Deaths (morti) e Assists (aiuti), statistiche chiave per valutare le prestazioni dei players.
Il debutto avvenne nel 2018 con “Pop/Stars”, un brano che divenne rapidamente virale, accumulando milioni di visualizzazioni su YouTube e ottenendo un incredibile successo su piattaforme di streaming. Vista la presenza di componenti della musica K-pop e pop occidentale, il gruppo è stato seguito da moltissime persone, che si sono poi affacciate al mondo di League of Legends.
Riot Games ha anche collaborato con il brand di sedie da gaming Secretlab per creare una linea di sedie ispirate a League of Legends e proprio al gruppo pop virtuale K/DA.
La cantante virtuale Seraphine
Con l’uscita della canzone POP/STARS delle K/DA, Internet è stato invaso da varie cover della canzone. Tra le cantanti che si sono cimentate nel rielaborare la canzone, una si è distinta più delle altre: si chiamava Seraphine e il perché si è parlato molto di lei è stato per il fatto che era una un’intelligenza artificiale e che era stata creata da Riot stessa. Creata nel 2020, “Seraphine è un’influencer digitale e un’artista che collabora con Riot Games. Come artista virtuale, avrà molti collaboratori che la aiuteranno a darle vita musicalmente, vocalmente e artisticamente”, spiegò la società.
Come un’influencer, Seraphine è presente su tutti i maggiori social come Instagram e X, ha un profilo su SoundCloud, social dove le persone possono pubblicare le loro canzoni, dove nel 2020 ha pubblicato quattro brani (di cui tre originali e una la già citata cover di POP/STAR), e un profilo artista sulla famosa piattaforma di streaming musicale Spotify.
True Damage, quando i Riot trasformano i campioni in star dell’hip-hop
Ma Riot Games, società proprietaria di League of Legends, non si è fermata qui: un anno dopo ha lanciato True Damage, un gruppo sempre virtuale ma che esplora sonorità hip-hop e R&B. La band è composta dai campioni di League of Legends Qiyana, Senna, Akali, Ekko e Yasuo e prende vita grazie ad artisti come Becky G, cantautrice americana, Keke Palmer, attrice e cantante americana e la rapper sudcoreana Soyeon del gruppo K-pop (G)I-DLE, Duckwrth, rapper americano e Thutmose, rapper e cantautore nigeriano.
Con il brano “Giants”, da 220 milioni di ascolti, anche i True Damage hanno dimostrato come la musica può arricchire l’universo narrativo di League of Legends e attirare così ancora più players.
Le esperienze più recenti: Heartsteel
Oltre a Pentakill, K/DA e True Damage, Riot Games ha creato altri gruppi musicali legati all’universo di League of Legends, ampliando il legame tra gaming e musica con sonorità sempre diverse.
Lanciato nel 2023, Heartsteel è un gruppo virtuale che esplora il genere pop-rock con influenze hip-hop ed elettroniche. La band è composta da versioni alternative di alcuni campioni di League of Legends, tra cui Ezreal, Sett, Kayn, Yone, Aphelios e K’Sante. Il debutto del gruppo è avvenuto con il singolo “Paranoia“, realizzato in collaborazione con artisti come Baekhyun degli EXO, ØZI, Cal Scruby e Tobi Lou.
Photo cover: Freepik




