Tra eventi dedicati, aggiornamenti costanti e un sistema di gioco in continua evoluzione, il MOBA di The Pokémon Company e TiMi Studios rinnova il suo universo e consolida la sua presenza nel panorama competitivo mondiale.
Pokémon Unite ha segnato un punto di svolta nel mondo dei videogiochi legati al celebre franchise nato nel 1996. Non si tratta infatti di un classico titolo d’avventura o di un role playing game (RPG) come quelli che hanno fatto la storia della saga, ma di un Multiplayer Online Battle Arena (MOBA) competitivo e strategico, sviluppato da The Pokémon Company insieme a TiMi Studios di Tencent Games.
Disponibile gratuitamente su Nintendo Switch e dispositivi mobili (iOS e Android), è diventato rapidamente uno dei giochi più discussi dagli appassionati e appassionate di esports.

Schermata iniziale
L’Isola di Aeos e l’energia che cambia le regole del gioco
La storia di Unite si svolge sull’Isola di Aeos, luogo in cui scorre un’energia misteriosa capace di potenziare i Pokémon, donando loro abilità straordinarie e persino evoluzioni temporanee. È qui che allenatori da tutto il mondo si sfidano in battaglie 5 contro 5, in cui la strategia conta quanto la rapidità di esecuzione. Ogni giocatore sceglie un Pokémon prima dello scontro. Man mano che la partita procede, il Pokémon cresce di livello, impara nuove mosse e può evolversi.
L’obiettivo è semplice nella teoria ma complesso nella pratica: sconfiggere Pokémon selvatici e avversari per raccogliere energia Aeos, da depositare nelle zone obiettivo della squadra rivale. Vince chi accumula più punti entro il tempo limite. Il lavoro di squadra è essenziale: bisogna difendere le proprie basi, coordinarsi con i compagni e cogliere il momento giusto per attaccare. Non mancano i colpi di scena: la presenza di Pokémon leggendari selvatici, come Zapdos o Rayquaza, può ribaltare l’andamento di una partita in pochi secondi.
Oggetti, personalizzazione e ricompense in costante aggiornamento
Un aspetto che arricchisce la profondità strategica del titolo è l’uso degli oggetti. Ogni Pokémon può portare con sé fino a tre strumenti permanenti, scelti tra oltre quindici disponibili, che influenzano statistiche e abilità. A questo si aggiungono gli strumenti da combattimento, utilizzabili in momenti chiave della partita. La personalizzazione tocca anche l’estetica: grazie agli Holowear, cioè costumi olografici che sfruttano l’energia Aeos, i giocatori e le giocatrici possono dare un tocco unico ai propri Pokémon, mentre l’Allenatore stesso può cambiare look con vari accessori.

Arena iniziale di allenamento
Come in molti titoli free-to-play, i progressi permettono di ottenere ricompense: nuovi Pokémon giocabili, divise per l’allenatore e Holowear. È possibile sbloccarle tramite il gioco oppure acquistando gemme Aeos con denaro reale. La lista di Pokémon disponibili è in costante crescita: negli ultimi mesi si sono aggiunti, tra gli altri, Latias, Latios, Raichu di Alola, Suicune, Metagross e persino Magikarp con la sua evoluzione Gyarados. L’ultimo ingresso in ordine cronologico è stato Empoleon, avvenuto il 19 settembre scorso.
Perché Pokémon Unite ha successo
La forza di Pokémon Unite sta nel riuscire a rendere accessibile un genere complesso come i MOBA a un pubblico vastissimo, dagli appassionati di lunga data ai neofiti. Le regole sono semplici da capire, ma la profondità tattica offre sempre nuove possibilità di apprendimento e crescita. Ogni partita è diversa, e la sinergia con i compagni di squadra fa davvero la differenza. Il successo di Pokémon Unite si inserisce in un più ampio rilancio del brand sul piano esport e di community.
A Roma, per esempio, il Boscolo Circo Massimo ha ospitato a inizio ottobre 2025 “La Piazza del gioco di carte collezionabili (GCC) Pokémon Pocket”, evento gratuito su prenotazione che ha celebrato il primo anniversario dell’app GCC Pokémon Pocket con installazioni immersive, attività interattive e murales digitali. Un segnale chiaro di quanto Pokémon, tra giochi competitivi e collezionabili, continui a essere al centro della cultura pop e videoludica, nonostante la loro creazioni sfiori ormai i trent’anni (1996).
Photo cover: Pexels / Carolina Castilla Arias
Le altre immagini sono state scattate dall’autore durante la prova del videogame
