Sharhy: «Call of Duty è diventato un evento globale»

di Riccardo Pallotta
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Laureato in cinema, Lorenzo Franzè, in arte “Sharhy”, è un veterano del gioco Call of Duty. Da player semiprofessionista, oggi è diventato uno dei coach e analisti più stimati d’Europa.


Call of Duty (COD) non è un semplice videogioco, ma un’icona del gaming sviluppata dallo studio Infinity Ward e pubblicata dal colosso dell’industria videoludica Activision a partire dal 2003. Inizialmente ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, la serie ha successivamente esplorato scenari di guerra moderni e futuristici, diventando una delle più iconiche del panorama videoludico. Con oltre 500 milioni di copie vendute e 100 milioni di giocatori attivi mensilmente, COD è riconosciuta come la serie FPS (
First-Person Shooter, un genere di giochi sparatutto in prima persona, dove si utilizzano principalmente armi da fuoco per combattere, ndr) più venduta al mondo. Lorenzo Franzè, o meglio “Sharhy”, un veterano di Call of Duty, ha trasformato la sua passione in una carriera, come ci racconta in questa intervista.

Sharhy, ti puoi presentare ai nostri lettori?

Sono Lorenzo Franzè, in arte Sharhy, ho 28 anni e attualmente sono Coach e Analyst per il team HGE Esports su “Call of Duty” (COD). Il mio percorso nel mondo competitivo è iniziato come giocatore, e nel corso degli anni ho raggiunto importanti traguardi, tra cui la vittoria alla  competizione Gfinity “Cerca e Distruggi” (un vecchio sito online che organizzava tornei di COD, ndr) e al torneo dal vivo LAN (Local Area Network) CPC Bergamo.

Team HGE

Ho partecipato a numerosi eventi internazionali, come il Mondiale Challengers Europeo nel 2021 e il Call of Duty Challengers London Open 2020, dove ho ricoperto il ruolo di Coach per il Team Qlash. Inoltre, ho raggiunto due TOP 4 ai tornei Challengers Europe 2023 (MW2), e svariati tornei vinti in Europa consolidando la mia esperienza sia come giocatore che come analista strategico. Oltre al mondo degli esports, sono laureato in cinema e spettacolo con un focus sulla regia cinematografica, ma “Call of Duty” è sempre stata una mia passione, un universo in cui ho costruito la mia identità competitiva.

Perché COD è considerato uno degli FPS più iconici di sempre?

A mio parere, il successo del franchise si basa su un mix perfetto di gameplay fluido, nostalgia, innovazione costante e coinvolgimento sociale. Gameplay senza rivali: COD offre uno dei gameplay più fluidi e immediati nel panorama degli FPS, permettendo ai giocatori di immergersi subito nell’azione senza compromessi. La reattività dei comandi, il gameplay dinamico e il time-to-kill bilanciato rendono ogni partita intensa e avvincente.

L’hype generato da COD ogni anno è unico nel mondo del gaming

Nostalgia e legame emotivo: per molti giocatori, COD è legato ai ricordi d’infanzia e adolescenza, quando si giocava con gli amici fino a tarda notte. Ogni nuovo capitolo rappresenta un rituale annuale, un’occasione per rivivere emozioni passate e creare nuovi momenti memorabili. Poi ci sono le campagne leggendarie e la narrazione coinvolgente: le campagne di COD hanno sempre offerto esperienze cinematografiche indimenticabili. Missioni come “All Ghillied Up” (COD4) o “No Russian” (MW2) sono entrate nella cultura videoludica grazie a una narrazione intensa e scenari spettacolari.

Sharhy – Call of Duty

COD, insomma, è molto più di un semplice videogioco: è un evento globale che unisce milioni di giocatori. Il lato social e content ha trasformato il franchise in un universo in continua espansione, grazie alla condivisione di clip, streaming su Twitch e community dedicate. L’hype generato da COD ogni anno, infatti, è unico nel mondo del gaming. Eventi speciali, collaborazioni con brand e celebrità (come Rambo, Snoop Dogg e The Boys) e l’introduzione di nuove meccaniche di gioco mantengono il titolo sempre fresco e al passo con i tempi, creando un ciclo annuale che tiene vivo l’interesse.

Quali sono stati i capitoli più rivoluzionari negli anni e perché?

Nel corso degli anni, Call of Duty ha ridefinito il genere FPS introducendo innovazioni che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo del gaming. Secondo me, i capitoli più rivoluzionari sono stati:

  • “Black Ops 1” (2010), l’evoluzione della modalità Zombies: BO1 ha portato la modalità Zombies a un livello completamente nuovo, trasformandola da semplice extra a una delle componenti iconiche del franchise. Con una narrativa più strutturata, mappe leggendarie come “Kino der Toten e l’introduzione degli Easter Egg, ha gettato le basi per il futuro della modalità.
  • “Black Ops 2 e 3” (2012-2015), il punto di svolta per gli esports: BO2 ha rivoluzionato il settore competitivo, introducendo la Lega di Gioco, le Custom Loadouts bilanciate per gli Esports e una scena professionale più strutturata. BO3 ha proseguito su questa strada, spingendo ulteriormente sul competitivo e introducendo il movement system basato sui jetpack, che ha cambiato il modo di giocare a livelli avanzati.
  • “Modern Warfare” del 2019 , la rivoluzione del Battle Royale: MW2019 ha segnato un ritorno alle origini con un gunplay più realistico e tattico, ma soprattutto ha introdotto Warzone, che ha ridefinito gli standard del Battle Royale. La mappa Verdansk, il sistema di loadout e il Gulag hanno portato innovazioni che ancora oggi influenzano il genere.

Call of Duty ha creato una delle community più grandi e appassionate nel mondo del gaming. Cosa rende i fan di COD così fedeli e coinvolti?

A mio avviso, COD ha sempre mantenuto una formula perfetta tra immediatezza e profondità, creando un’esperienza di gioco che è al tempo stesso fluida, accessibile e dinamica, ma anche ricca di dettagli e strategie da padroneggiare. La sua natura versatile e inclusiva permette a giocatori di ogni livello di trovare il proprio spazio, sia nel multiplayer competitivo che nelle altre modalità di gioco. 

Team Qlash

Questi elementi non sono solo caratteristiche tecniche, ma veri e propri pilastri di un legame consolidato negli anni tra fan e sviluppatori. L’evoluzione costante del titolo, il dialogo con la community e la capacità di rinnovarsi pur restando fedele alla propria identità hanno trasformato COD in un punto di riferimento, capace di unire milioni di giocatori attraverso esperienze di gioco coinvolgenti e sempre nuove.

 

Riccardo Pallotta

 

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